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LA MADONNA DELLA CAVA, PATRONA DI PIETRAPERZIA
Molto sentita è la devozione alla patrona principale di Pietraperzia,
Maria SS. della Cava, devozione risalente con molta probabilità alla seconda
metà del 1500 . Si racconta che la contrada "Cava" prese nome dal
leggendario ritrovamento in una cava dell'immagine della Madonna (dipinta su una
lastra di pietra arenaria), da parte di un muto trapanese, prima del 1223.
Nell'istante del ritrovamento il muto riacquistò la parola lodando ad alta voce
Maria.
Le manifestazioni religiose riguardanti la devozione alla Madonna della Cava si
compendiano:
1) nelle promesse votive di fedeli all'adempimento di pellegrinaggi a piedi
scalzi o calzati, fatti particolarmente in giorni di Sabato, verso il Santuario
mariano rurale, che si trova a circa quattro chilometri di distanza dal paese,
come richiesta di grazie o ringraziamento per grazie ottenute dalla Vergine
santa;
2) nella richiesta di messe votive presso il santuario;
3) nei pellegrinaggi organizzati da classi di lavoratori e da parrocchie nei
sabati del mese di Maggio;
4) nei pellegrinaggi della prima quindicina di Agosto con celebrazione della
messa ogni sera nella chiesa rurale;
5) e nella solenne celebrazione della messa nel piazzale esterno alla chiesa
della Madonna della Cava a mezzanotte tra il 14 e il 15 del mese di Agosto, con
la conclusiva processione della sera del 15.
Prima di descrivere le attuali tradizioni relative alla patrona di Pietraperzia,
non è fuor di luogo ricordare le forme esteriori di fede con le quali nel
passato i nostri antenati lodavano la Vergine della Cava.
a) Gli antichi Sabati in onore della Madonna della Cava
Oltre la festa principale del 15 Agosto, in tre stagioni dell'anno vi erano
altre ricorrenze festive destinate alla Madonna della Cava «nei giorni di
Sabato».
Durante il periodo invernale, gli antenati dedicarono a Maria SS. della Cava i
setti Sabati dell'intera Quaresima.
Le manifestazioni in suo onore venivano chiuse il Sabato che seguiva la Domenica
delle Palme («Sabato dopo la Domenica della Passione»). In quella occasione il
Quaresimalista soleva fare un'orazione panegirica sulla Madonna della Cava e sul
suo miracoloso ritrovamento, richiamando un numerosissimo e devoto pubblico.
Vi andava anche in tenuta di gaia il Magistrato,il quale aveva il compito ogni
anno di informare in precedenza il predicatore sui fatti riguardanti il
ritrovamento «e suoi meravigliosi soccorsi»: questi Sabati Primaverili
nacquero per impetrare la grazia di un tempo favorevole per l'agricoltura.
Durante il periodo estivo, i sabati, che erano tre e che precedevano la stagione
autunnale, s'inventarono per chiedere alla Vergine un'ottima vendemmia;i tre
Sabati Estivi venivano celebrati dopo la festa del 15 Agosto ed erano chiamati
"I Sabati dell'Udienza".
b) Le antiche consuetudini festive riguardanti la solennità della Madonna della
Cava: iniziavano i primi Vespri del 14 Agosto e terminavano ai secondi Vespri
del 15 Agosto.
Col consenso del popolo si volle celebrare annualmente l'anniversario festivo
della Vergine della Cava il 15 Agosto. In tempi più antichi la data del 15
Agosto era destinata a festeggiare nella Chiesa Madre di Pietraperzia Maria
Assunta in cielo, alla quale era dedicato l'altare maggiore. Su di esso
sovrasta, infatti, un bellissimo dipinto raffigurante la Vergine Assunta in
Cielo.
Dal momento in cui in quel giorno si trasportò la solennità della patrona del
nostro paese, ]'Assunzione di Maria venne solennizzata il 5 Agosto, giorno della
titolare della chiesa: S. Maria Maggiore. Ricordiamo che a denominazione
originaria della Chiesa Madre era "S. Maria"; l'aggiunta di
"Maggiore" derivava dal fatto di essere la chiesa principale del
paese. Alla ricorrenza della Madonna della Cava venivano molti forestieri di
Barrafranca, Caltanissetta, Mazzarino, Piazza, Riesi e di altri paesi, con
profitto spirituale per le molte Confessioni, Comunioni e celebrazioni di Messe
che lì si facevano, in gran quantità senza interruzione.
L'offerta di tre tarì per ciascuna messa veniva retribuita ad ogni sacerdote
celebrante dal Magistrato. Le messe erano celebrate nei tre altari della Chiesa:
l'altare maggiore, in cui sta esposta l'Immagine della Cava; l'altro in cornu
Evangelii, dedicato all'Assunzione di Maria; l'ultimo altare in cornu epistolae
era consacrato alla Madonna del Rosario.
c) Tradizioni e festività più recenti in onore di Maria SS. della Cava
Il popolo, nei diversi secoli, spinto spesso da fame, peste e carestie, ha
espresso la propria fede alla Madonna della Cava portandosi al Suo santuario con
pellegrinaggi a piedi scalzi, o semplicemente a piedi. Questo legame religioso
è stato premiato da fatti ritenuti miracolosi. Raccontava il signor Giuseppe
Maddalena che, a causa della siccità durata diversi anni, verso il 1884 il
popolo si recò processionalmente alla chiesa della Cava per impetrare la
pioggia dal Buon Dio tramite la Vergine Santa.
Il sacerdote Natale Di Natale, durante l'accorato e toccante discorso rivolto
alla grande folla di gente, lì accorsa, alzò al cielo un bambino: "Come
puoi Tu, o nostra Patrona, - egli disse - permettere che questo bimbo soffra le
pene della fame e della sete? Non hai tu compassione dei tuoi figli che piangono
in silenzio e muoiono nei loro bisogni?" Proprio in quel momento il cielo
si coprì di nuvole e una pioggerella cominciò a cadere sul popolo presente. La
pioggia continuò nei seguenti giorni e ciò venne interpretato come benevolenza
della Madre di Dio, che esaudiva la preghiera del suo popolo.
Tuttora molti pellegrini durante l'anno, soprattutto nei Sabati primaverili ed
estivi (da Maggio a Settembre), per voto o per devozione, vanno a piedi al
Santuario, recitando il Santo Rosario; vanno a chiedere le grazie di cui
necessitano col sacrificio del pellegrinaggio e col fervore della preghiera. Nel
tragitto essi si soffermano brevemente in orazione presso le edicole che
presentano figure della patrona.
Gli antichi Sabati, organizzati da varie categorie di persone nelle quattro
stagioni e dedicati al pellegrinaggio e alla devozione alla Madonna della Cava,
si
Ridussero, nella seconda metà del secolo scorso, ai Sabati del solo mese di
Maggio; esistono due artistici Palii con l'effigie della Madonna della Cava che
vengono portati in processione nelle ricorrenze festive. Particolare è il culto
che singole categorie professionali rivolgono alla Vergine della Cava, durante
il mese di maggio; nei due giorni che precedono il Sabato dedicato da loro
ai festeggiamenti della patrona di Pietraperzia, nell'abitazione di uno dei
promotori si costruisce un altarino, ponendovi al centro il palio della Madonna
della Cava; e lì viene onorata la Madre celeste con canti, preghiere e veglie
notturne.
In quella circostanza s'invitano parenti, amici e conoscenti perchè vadano ad
onorare la Vergine Santa. La sera del secondo giorno, il sacerdote della
parrocchia, cui si appartiene, va a celebrarvi la messa votiva. Il sabato
mattina, con la presenza di una delle bande musicali della città, ci si avvia
in processione verso il santuario rurale, ponendo alla testa della processione
il palio cena Madonna, pervenuti alla Chiesa, vi si celebra una solenne liturgia
eucaristica, poi, si pranza all'aperto e nel pomeriggio avviene il ritorno
processionale al paese.
La manifestazione di fede si conclude la Domenica con una suppletiva processione
per alcune vie dell'abitato. In questi ultimi decenni si sono organizzati (e per
alcune categorie ancora si organizzano), nei Sabati del mese di Maggio,
pellegrinaggi da parte delle tre parrocchie di Pietraperzia e delle categorie
dei furgonisti, dei camionisti e dei trattoristi, i quali con i rispettivi
furgoni, camion e trattori, dove alloggiano parenti e amici, si avviano in
processione, con il palio della Madonna, dal paese fino al santuario ;a mattina
del Sabato festeggiato.
Nella chiesa della Cava viene celebrata la messa dal sacerdote accompagnatore e
successivamente si consuma nello spiazzale del recinto il pranzo con i propri
familiari lì convenuti o con i componenti la categoria festeggiante. Fino agli
anni settanta del secolo scorso si ebbe pure il Sabato dei Carrettieri. Il
carretto, trainato da animali da soma, era il tipico mezzo di trasporto di una
volta, oggi sostituito dal furgone o, in misura più ampia, dal camion o dal
rimorchio del trattore.
In quella occasione centinaia di carretti venivano addobbati a festa e
trasportati da mule o cavalli coperti di finimenti vistosi. Da alcuni anni si è
ripresa quest'ultima tradizione solo come "rassegna del carretto
siciliano", attirando con una gara premiale carrettieri di diverse parti
della Sicilia.
Nella quindicina di preghiere che precede la ricorrenza solenne del 15 Agosto.
in onore della Madonna della Cava si cantano la "Salve Regina" in
dialetto e un rosario vernacolare antichissimo. Un devoto della Madonna, il
signor Filippo Ingala, finchè visse era solito nella chiesa declamare parti
poetiche, scritte da autori locali o emigrati, che raccontano il miracoloso
ritrovamento e gli eventi riguardanti la Madonna della Cava.
Inoltre ogni giorno della quindicina, alle ore 19.00, si celebra la messa con
omelia del celebrante sia presso il Santuario che nella chiesa parrocchiale di
Santa Maria di Gesù.
Attesissima fino agli anni '60 del secolo scorso la fiera di Ferragosto che
nelle numerose "barràcchl' (stands) esponeva per quattro giorni una vastità
di mercanzie appetibili a chi voleva risparmiare nel prezzo.
La fiera viene allestita il 13 Agosto in alcune vie centrali del paese destinate
a tale esposizione e dura fino al 16 Agosto; anticamente a Ferragosto si faceva
anche la fiera di bestiame.
Vi era anche l'usanza, fino agli anni '60, di preparare nelle strade del paese -
quando ancora erano allo stato rustico - il pomeriggio della vigilia della
ricorrenza patronale (il 14 Agosto), tantissimi covoni di ristoppie (bbùrgia di
ristùccia) per essere bruciati in onore della patrona.
I paesani, a piedi o con mezzi automobilistici, la sera del 14 Agosto si
riversano nella chiesa rurale della nostra patrona, per chiedere qualche grazia
o ringraziarla per benefici ottenuti; alle ore 24 vi è l'inizio della solenne
Messa all'aperto, celebrata solitamente dal parroco della parrocchia Santa Marìa
di Gesù, da cui dipende il Santuario e, al termine della sacra funzione, il
sacerdote concede la benedizione alle auto e ai rispettivi conducenti. Nel
passato tra gli ex voto, per grazie richieste e ottenute, vi erano dei nastri a
forma di corolla addobbati con fiori di stoffa o di carta (li scòcchi =
coccarde); vi erano anche dei quadretti in argento raffiguranti un cuore. Si
facevano offerte in denaro e in oggetti preziosi.
Quest'ultima consuetudine votiva continua, mentre è scomparsa l'usanza di
strisciare con la lingua per terra dalla porta della chiesa fino all'altare
maggiore (lu vùtu ccu la lingua a strascinùni); in quel caso una parente era
impegnata a pulire con un fazzoletto il percorso da fare, poco prima che vi si
passasse con la lingua.
La mattina del 15 lo scampanìo, il suono della banda musicale che attraversa e
vie principali del paese, la maschijàta delle ore 12, quando il palio della
Madonna perviene alla chiesa di S. Maria di Gesù, dopo essere stato rilevato
dalla famiglia che lo custodisce, ed essere accompagnato dal corpo musicale,
cstituiscono le attrazioni più salienti. La processione serale del 15 Agosto
col Palio della Madonna, come anche quella del 16 con la statua di San Rocco,
attirando un gran numero di devoti, chiude la festa.